La mia intervista

Quale è il tuo autore preferito?

In effetti non ho un autore preferito, però se devo esprimere una preferenza direi che amo gli autori classici, primo fra tutti Dante, Boccaccio, Ariosto, Manzoni, Verga, ecc. Ho sempre avuto una grande ammirazione per gli autori francesi ed inglesi, tra i francesi il mio preferito è senz’altro Balzac, tra gli inglesi senza alcun dubbio Dickens, Lawrence e Joyce. Tra gli autori moderni Kundera, Le Carré, Coelho, Eco, Marquez, ecc.

La tua città preferita?

Non esiste una mia città preferita, per motivi di lavoro e di opportunità che mi ha concesso direi Milano, per la mia formazione culturale e sociale senz’altro Napoli, per le mie esperienze linguistiche Bristol, in Inghilterra, mi piacerebbe vivere per un periodo abbastanza lungo a Parigi ed a New York.

Segue il calcio? Per quale squadra fa il tifo?

Seguo abbastanza il calcio, non più come quando ero giovane, ma essendo un grande appassionato lo seguo tutt’ora con una certa assiduità. Sono un appassionato tifoso della squadra più pazza del mondo:l’INTER! Tifo Inter da quasi cinquant’anni, dai tempi della grande Inter di Helenio Herrera, dei grandi campioni neroazzurri: da Sarti, a Burgnich, a Facchetti, a Suarez, a Mazzola, a Corso, a Jair, all’indimenticabile Domenghini, ecc. ecc. Però sono anche simpatizzante della squadra del Napoli, mi farebbe molto piacere che ritornasse ad essere una grande squadra come ai tempi del meraviglioso Maradona: El pibe de oro!

Quale è il tuo colore preferito?

Preferisco i colori chiari, ma tra i colori chiari il mio preferito è senz’altro il bianco.

Hai mai avuto animali? Se si, quali?

Da ragazzo non ho avuto un animale domestico come cani, gatti, e così via, però da sposato da più di dieci anni abbiamo una gatta che si chiama Luna.

Credi nell’astrologia?

A dire il vero non ci credo troppo, però riconosco che a volte mi capita di avere dei dubbi, diciamo che ho un atteggiamento di rispetto, sono incuriosito dalle molte coincidenze che a volte mi capita di riconoscere, specialmente per ciò che riguarda le ascendenze sui nomi propri.

Quale è il tuo primo pensiero appena sveglio al mattino?

In genere non ho un pensiero fisso, sono proiettato su ciò che mi riserverà la giornata, però un pensiero ricorrente riguarda senza dubbio il mio stomaco, nel senso che sto attento ad avvertire se mi fa male oppure no, soffro di una forma di digestione lenta e complicata, pertanto se mi alzo con la sensazione di non avere digerito mi aspetto senz’altro una dura mattinata.

Per te, la matematica è un’opinione?

No, assolutamente no, sono convinto che la matematica governi molta parte del nostro essere viventi in questo universo, non so in quale misura ma sono certo che ha una importanza fondamentale nelle cose del mondo.

Una delle tue passioni, senza dubbio alcuno è la scrittura, ci sveleresti altre tue passioni?

Non so se chiamarla passione o piuttosto una forma di dipendenza, ma io nutro una forma patologica, oserei dire, per la lettura, guai se non ho un libro con cui trascorrere una parte della mia lunga serata. Non riesco ad andare a letto se prima non ho letto qualche pagina di un libro che mi interessa in quel momento. Un’altra mia passione è senz’altro il calcio, sono un grande appassionato e mi picco anche di essere un grande competente. Sono uno sfegatato tifoso dell’Inter. Tifo per questa squadra da quando ero bambino. Ho anche una passione per il ciclismo, è uno sport che mi piace tantissimo, anche mio figlio lo ha praticato per circa dieci anni. L’ho seguito negli allenamenti e durante le gare per tutta la Lombardia ed anche oltre. Ha anche ottenuto discreti risultati. È stato campione provinciale nella categoria esordienti, poi dopo il primo anno da juniores ha abbandonato l’attività agonistica. Non aveva nel sangue l’ardore che ci vuole per sopportare gli enormi sacrifici che gli atleti che vogliono primeggiare in questo sport devono affrontare. Andare in bicicletta lo trovo uno dei passatempi più rilassanti e salutari per me, peccato che negli ultimi anni a causa di una grave forma di ernia alla colonna vertebrale io non possa più praticare questo sport. La musica è un’altra mia passione, amo la musica dei miei anni giovanili, i gruppi che mi hanno lasciato qualcosa dentro sono: I Pink Floyd, Genesis, Deep Purple, gli Eagles, La Premiata Forneria Marconi, Il Banco del Mutuo Soccorso, ed altri. Ho nel cuore e nell’animo i due grandi chitarristi Jimi Hendrix e Carlos Santana. Amo la musica classica, ho una predilezione per le Quattro Stagioni di Vivaldi, per tutto ciò che ha prodotto W. A. Mozart e le sinfonie di L. V. Beethoven.

Cosa ne pensi della “Cultura”?

E’ un concetto che abbraccia una vastità di significati che sarebbe quasi impossibile rispondere in poche righe. Comunque, per me la cultura in senso lato è tutto ciò che rende apprezzabile vivere la breve vita che abbiamo davanti.

Quale è la cosa di cui non potresti mai fare a meno?

Questa domanda per me è troppo facile: non potrei mai fare a meno di un libro!

Credi nell’amicizia?

Certamente, per me è il sentimento a cui tengo di più, l’amicizia nella mia concezione della vita è, e rimane un sentimento sacro!

Come vivi il tuo rapporto con gli amici?

Sono un tipo per il quale l’amico viene prima di tutto, sono disposto a tutto pur di non fare un torto ad un amico. Peccato che nella seconda parte della mia vita ho perso tanti amici, non per causa mia né credo per causa loro, ma semplicemente perché mi sono trasferito al nord, in una regione come la Lombardia, che è una gran bella regione, ma dove il ritmo della vita non si concilia con la mia estrazione territoriale, culturale e sociale. Non voglio addebitare nulla di negativo alla regione che mi ha permesso di vivere senza chiedere nulla a nessuno, contando solo sulle mie forze. Resta però il fatto che io provengo da un’altra cultura rispetto al sentimento dell’amicizia, tutta qua.

Ti piace la musica? Quale è il tuo brano preferito? Ed il film?

Credo di avere già risposto a questa domanda quando ho parlato delle mie passioni, comunque il mio brano preferito è:”Hotel California” degli Eagles, per la musica classica: “La Sinfonia dal Nuovo Mondo” di A. Dvorak. Per quanto riguarda il mio film preferito è: “Novecento” di Bernardo Bertolucci.

Quale è la tua più grande paura?

La paura della morte, sono ossessionato dall’idea di non riuscire ad affrontare il momento del distacco dalle cose del mondo con la dovuta tranquillità, con l’accettazione dell’inevitabile fine. Ho paura della sofferenza senza speranza, vorrei tanto essere confortato che dopo la morte ci sia qualcosa e qualcuno che ci stia aspettando. Vorrei tanto poter accettare la fine della vita così come ha fatto mia madre, prego che lei mi sia vicino in quel momento, infondendomi la forza e la serena accettazione del momento cruciale, quando l’uomo deve dimostrare di avere capito che è sulla terra solo di passaggio!

Quale è stato il giorno più bello della tua vita?

Ce ne sono stati diversi, dal giorno in cui ho discusso la tesi di laurea, al giorno in cui mi sono sposato, ma senza dubbio il più bello è stato quando sono stato sicuro di avere un figlio.

Cosa significa per te sorridere? E tu sorridi?

Per me sorridere vuol dire accettare la bellezza della vita con tutto ciò che di bello e di brutto ci prospetta ogni giorno. Cerco di sorridere tutte le volte che posso, un sorriso dovrebbe aprire tutte le porte, almeno così si dice dalle mie parti. Sono fondamentalmente incline alla tristezza, proprio perché riconosco che il sorriso fa buon sangue e predispone gli altri in modo positivo verso la mia persona, sorrido tutte le volte che incontro le persone disposte ad accettare il mio sorriso.

Secondo te è meglio fare e pentirsi o pentirsi di non avere fatto?

Secondo la mia opinione razionale sarebbe meglio fare e pentirsi piuttosto che pentirsi di non avere fatto. Ma mi rendo conto che nella realtà io non l’ho sempre fatto!

Hai mai creduto a Babbo Natale? Se si, a che età hai smesso di credere?

Non ricordo di avere mai creduto a Babbo Natale, tieni conto che sono nato nel secolo scorso, la vita ti metteva molto presto davanti alle difficoltà del vivere quotidiano. Se mai ci ho creduto devo avere smesso molto presto, purtroppo!”

Sei superstizioso?

Sì, anche se non in modo esasperato, ma credo che in alcuni momenti particolari della mia esperienza esistenziale mi sono fatto influenzare da questo recondito pensiero, anche se a dire il vero ho sempre cercato di superare tali momenti con la razionalità. Però non posso disconoscere che un po’ superstizioso, come quasi tutti i campani, lo sono.

Preferisci il sole o la pioggia? Il caldo o il freddo? Quale stagione preferisci?

Sicuramente preferisco il sole, pertanto amo il caldo, e la mia stagione preferita è indubbiamente l’estate.

Se avessi la possibilità di partire per una vacanza, in questo preciso istante, dove andresti?

Non ho dubbi a rispondere, andrei in una bella isola dei mari caldi, non importa esattamente dove, basta che io stia al caldo, vicino al mare, al sole ed a contatto con la natura incontaminata.

Cosa ti spinge a scrivere?

La molla che mi spinge a scrivere è quello di mettere per iscritto i miei sogni, la mia visione del mondo attraverso le storie dei miei personaggi. E’ un prolungamento dei miei sogni ad occhi aperti messi nero su bianco.

Come definiresti la tua scrittura?

Io non saprei definire il mio modo di scrivere, credo che spetterebbe ai lettori, ai critici etichettare la mia scrittura. Però, se devo proprio dare una definizione, direi che sono portato a scrivere in modo aderente alla realtà. Mi piace descrivere ciò che immagino rendendolo più aderente possibile alla realtà nella mente del mio lettore. Mi attengo ad un precetto letterario del mondo anglosassone che dice:”Non dire, mostra!”

Che valore dai al libro ed alla scrittura in un mondo fortemente digitale?

Per me il libro è un bene prezioso, se fosse commestibile lo mangerei, mi ciberei di libri, solo di libri. Naturalmente, ciò non è possibile fisiologicamente, però posso dire che i libri sono il cibo della mia anima, del mio essere, del mio pensare, del mio riflettere sulle cose della vita. Per me i libri sono stati di grande aiuto ed insegnamento. Forse proprio per la grande quantità di libri che ho letto sono un grande sognatore, oserei dire un visionario. Oggi il mondo digitale, il mondo di milioni esseri viventi che si fanno risucchiare dal mondo virtuale propinato da questi mezzi di comunicazioni moderni, lo considero estraniante, o come si diceva una volta:”Alienante!” Sono nato nel millennio passato, non sono molto avvezzo all’uso del computer, però capisco che oggi non se ne può fare a meno, e diventerà sempre più indispensabile ed assorbente per le generazioni future. Mi verrebbe da dire, con poca immaginazione, che mi sento proiettato verso un mondo del futuro regolato dai computer. Questo pensiero oggi non può più essere considerato pura fantascienza!

Perché un tuo alunno dovrebbe leggere un libro?

Un mio alunno dovrebbe leggere un libro per arricchirsi interiormente, confrontarsi con la vita descritta nel romanzo, nel racconto, nella fiaba o qualsiasi altro tipo di genere letterario, e provare ad interrogarsi sul proprio modo d’essere nei confronti degli altri e delle sue esperienze quotidiane. Secondo me, gli studenti d’oggi leggono troppo poco, non arricchiscono il loro mondo interiore, il loro bagaglio culturale confrontandosi con autori che hanno provato a metter per iscritto le loro esperienze reali o immaginarie. Leggere un libro per me è un arricchimento incalcolabile. Attraverso l’autore di quel libro entro in relazione con il suo mondo interiore, in un certo qual modo mi approprio del suo vissuto.

Quali sono gli elementi che influenzano la tua scrittura?

A questa domanda non saprei dare una risposta precisa, univoca, certamente la mia grande passione per la lettura, sia di classici che di opere di ogni genere, ha senz’altro influenzato il mio modo di scrivere. Io tendo ad usare una modalità di scrivere attinente alla realtà, senza però dimenticare l’influsso onirico che impregna la mia maniera di raccontare la mia realtà.

Come nascono i tuoi romanzi?

La domanda è un po’ fuorviante nel mio caso, avendo io pubblicato finora solo un lungo racconto ed un romanzo con sottofondo storico. Il primo racconto, intitolato:”Vite spezzate, il sogno e la memoria”, è nato da un’esperienza personale, può essere considerato un racconto semiautobiografico. Il primo romanzo, intitolato:”Lucrezia Borgia, vita intima di una principessa”, è una storia romanzata di questa famosa figura femminile del Rinascimento italiano. Non è stato facile calarmi nella realtà della protagonista, ho cercato di rivivere le sue vicissitudini attraverso il suo essere di donna del suo tempo, mentre io sono un uomo che ha raccontato la sua storia circa cinquecento anni dopo la sua morte. Nel frattempo, ho appena terminato di scrivere il mio secondo romanzo, in cui ancora una volta la protagonista è una donna, seppure una donna dei tempi nostri. Con questo romanzo, anch’esso impregnato di leggeri tocchi autobiografici, ho inteso terminare una trilogia dedicata ai personaggi femminili. Questo in ossequio alle figure femminili che hanno contribuito in modo preminente alla mia formazione come uomo, come essere umano e come autore. Il mio prossimo romanzo vedrà senza dubbio come protagonista un uomo, un uomo moderno, un uomo figlio del suo tempo. Non voglio aggiungere altro perché è ancora tutto una nebulosa nel mio cervello, spero che nel giro di qualche anno possa diventare un astro luminosissimo nel mio immaginario letterario. In definitiva, i miei romanzi nascono dalla mia immaginazione, dai sogni, dalle mie esperienze di vita vissuta durante la mia esistenza.

Definiresti il tuo approccio alla scrittura come un viaggio/percorso dentro te stesso?

Sì, certamente, l’approccio alla scrittura è per me un continuo scavare dentro il mio animo, dentro i miei sentimenti più profondi, all’interno delle mie paure, delle mie angosce, dei miei stati d’animo più reconditi ed inconfessabili. Oserei dire, parafrasando un grande scrittore, al quale io neanche oso minimamente, non dico paragonarmi ma avvicinarmi:”Ciò che c’è nella mia scrittura sono io.” In ogni personaggio c’è una parte di me. Sta al lettore scoprire quanta parte dei miei protagonisti descritti nelle mie opere fa parte della realtà dell’autore.

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